martedì 20 ottobre 2015

I Poveri sono il volto di Dio


I  poveri sono il volto di Dio: Federico Ozanam e la società "San Vincenzo de' Paoli" di [Silvestri, Concetta]

Sinossi

Federico Ozanam, fondatore della società caritativa cattolica "San Vincenzo de' Paoli" uomo di cultura e di successo, professore alla Sorbona di Parigi, si pone come obiettivo primario della sua vita soccorrere gli umili e gli emarginati. con rispetto ed amore. Soleva ripetere ai suoi collaboratori che i poveri sono il volto di Dio. La carità deve arricchirsi di stima e di riguardo verso chi è più debole. Offrire aiuto fa più bene a chi dà che a chi riceve. Nelle sedi da lui aperte operavano esclusivamente laici, perchè credeva molto nel laicato della Chiesa, operare con Dio rimanendo nel mondo. Opere e missioni ecclesiali ci sono e ci sono sempre state, ma noi siamo un'altra cosa, -diceva Ozanam- noi siamo il laicato operante nella Chiesa, anche noi laici siamo Chiesa, è una cultura che piano piano deve entrare nella mentalità comune, altrimenti la Chiesa rimarrà sempre e solo dei preti...e non è così...e non deve essere così! La Chiesa siamo noi! Allora posso continuare a far presiedere la mia conferenza di Saint-Pierre dal curato? -Chiedeva un suo amico. e 
Federico..... Assolutamente no! Non abbiamo bisogno di protezione ecclesiale. La nostra opera deve avere un carattere profondamente cristiano ma assolutamente laico. 
Amico : Come posso impedirlo?
Federico: Con chiarezza, con la trasparenza che ci contraddistingue. Tu come Presidente della Società prenderai la parola e dirai subito "Il signor Curato onora la riunione con la sua presenza". Poi vi suggerisco di cercare un locale tra le due parrocchie per evitare l'inconveniente di riunirsi in sacrestia e dare adito a degli equivoci
 
 "I POVERI SONO IL VOLTO DI DIO"

La scenografia sarà virtuale: si proietteranno le immagini che verranno indicate, per la creazione di nuovi ambienti che la scena richiede
Scenografia virtuale-: una sala da pranzo dell'ottocento francese
Arredamento:Tavolo con 6 sedie , qualche mobile sul fondo, qualche mobile  di lato un divano
Sulla scena ci sono la mamma e Federico
Federico sta seduto al tavolo e sta studiando
Entra la mamma
Mamma: Federico!
Federico: Uhè...chi è?
(Federico scatta dalla sedia)
Federico: Mamma mia...che paura!
Mamma: Sono così brutta, caro?
Federico: No, tu sei bellissima, è... che stavo nei miei pensieri!
Mamma: Ancora con questi libri in mano...e dai...basta studiare! Tu ti scemunisci......casa e collegio, collegio e casa...e che è?
Federico:Infatti proprio questo stavo pensando
Mamma: Pensavi al collegio o alla casa?
Federico: Nè al collegio, nè alla casa,  ho deciso di cambiare vita. Mamma la vita  è una  e mi devo divertire
Mamma: Ma  Federico...che ti succede, non ti riconosco più, che significa questo tuo parlare
Federico: Niente mamma, niente..non puoi capire . A proposito volevo dirti che ...stavo per uscire!
Mamma: Per uscire? E dove vai...con chi esci, quando torni?
Federico: Niente...  niente più libri nella mia vita, niente più studi, ho deciso, voglio fare una rivoluzione dentro di me !
Mamma: Ma che dici, figlio mio, ti è dato di volta il cervello?
Federico; Sì, mamma basta con questa vita monotona..... cambiamento, cambiamento!
Mamma: Oh, mio Dio! Oh, mio Dio! Sei impazzito?
La mamma si lascia cadere  sulla sedia e  piange
Federico:Mamma! ma stavo scherzando!
Mamma: Eh, cominciano tutti così e poi vanno a fare le bravate  per strada!
Federico:  Ma come sei ingenua! Credevi veramente  che tuo figlio...
Mamma: Figlio mio, qua non sai più cosa  credere! Un figlio ti appartiene quando è piccolo, quando lo segui passo passo, ma quando entra nel  mondo devi solo affidarlo a Dio, per preservarlo dai tanti pericoli che ci sono
Federico: I tuoi insegnamenti sono così vivi in me che il mondo non mi fa paura!
Mamma: Ecco il figlio che riconosco, grazie a  Dio! E non farmi più scherzi del genere... (La mamma gli passa dolcemente la mano tra i capelli)  Ti volevo dire   che sono proprio contenta del tuo profitto presso il Collegio Reale, sei il nostro orgoglio, caro!
Federico: Grazie, mamma! Ma non è tutto merito mio, sono le discipline che appassionano, si fanno studiare da sole! I  professori ci coinvolgono con la loro maestria:  le lezioni dell'abate Noirot sono uno spasso! Quando parla di filosofia starei lì ad ascoltarlo per ore!
Mamma: Eh, va beh! Modestino!  Sono stata ieri a parlare con i tuoi professori, sono tutti entusiasti di te, mi hanno detto che hai tanti amici, sei amato da tutti, sono proprio contenta di te, caro, anche tuo padre ne va fiero!

La mamma e il figlio si abbracciano teneramente
Mamma: Federico mi allontano un attimo, sai ...c'è la signora Clorinne che è tanto bisognosa di tutto, vado a farle un po' di compagnia, un'oretta e sono qua
Federico: Ah, se non fosse per i miei studi ti accompagnerei volentieri, questa è la carità che mi piace, andare nelle case dei poveri aiutarli senza umiliarli, mi piace tanto questa tua abitudine!
Mamma: Non è un'abitudine, per me è una necessità, credimi fa più  bene a me che a loro, queste visite mi riempiono di pace!
Federico: Qualche giorno ti farò compagnia!
Mamma: Certamente caro, sarei proprio contenta di dividere con te quest'esperienza meravigliosa, i poveri sono il volto di Dio!
A tra  poco caro... e mi raccomando...studia!
Fedrico: Ti sei messa paura, eh? Stai tranquilla, studio, studio!
La mamma esce
Federico riprende a studiare ma dopo qualche minuto  comincia ad agitarsi, si mette le mani tra i capelli, si alza cammina nervoso per la stanza.
Si ferma al centro del palco e comincia un monologo
Federico: Il volto di Dio!  Il volto di Dio nei poveri! Dio...ma  che volto hai? Oh , mio Dio che tormento, non so più se ci sei e se ci sei dove sei? Ero così certo della tua presenza quando ero piccolo, ti sentivo accanto a me, avvertivo la tua esistenza, sentivo dentro di me ... i tuoi consigli, .....ora non so...non so più.... non sono più certo di niente! I miei amici hanno dissipato in me ogni certezza, la loro incredulità ha minato le fondamenta della mia fede! Oh, se mia mamma sapesse....mia sorella si rivolterà nella tomba!
Federico si siede e si mette le mani tra i capelli
Federico: Non so più chi sono, perchè sto qui, perchè sono nato? E se davvero non ci fosse nulla? Se fossimo tutti figli del caso? Ma che senso ha allora la vita? No!!! ho bisogno di aiuto
Federico abbassa lo sguardo sui libri che stanno sul tavolo
Entra il padre
Padre: Federico, studi? Ho saputo dei tuoi meriti scolastici, congratulazioni caro!
Il padre si avvicina e gli passa la mano tra i capelli
Padre: E mi raccomando dagli sotto con il diritto, tu devi diventare un grande avvocato, devi essere l'orgoglio della tua famiglia e di tutto Lione
Federico: Certamente, padre!
Padre:Federico, ma che brutta cera che hai? Stai stanco? Riposati un poco, dai, te lo puoi permettere, con i bei voti che hai! Mi inorgoglisce  soprattutto la tua bravura in latino. Sono andato a rileggere le tue poesie
Federico:Quali?
Padre: Quelle che hai scritto lo scorso anno, dopo la tua prima Comunione.
Federico: Ah, sì sì, quasi me ne dimenticavo
Padre: Mi è piaciuta molto "Piae mentis propositum" grande fede la tua, ammiro la tua spiritualità! Bravo ragazzo mio!
 Federico: Eh...già!
Padre: Il Signore ci ha benedetti con la tua presenza. Come sono vere le parole di Giobbe" Il Signore ha dato, il Signore ha tolto"Quando morì tua sorella Elisabetta, ero disperato, non capivo perchè Dio mi avesse fatto questo, ma poi sei fiorito tu  e ora  tutto è chiaro.
Federico: E dai papà, non sono mica un santo!
Padre: Mai dire mai nella vita!
Federico: Papà, e dai, se facessero  santo a me si rivolterebbe  il Paradiso!
Padre: Dicono tutti così!
Padre e figlio ridono

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