domenica 20 ottobre 2013

Ultimo copione:"Le perle del mediterraneo:gli Egiziani e i Romani"

Su richiesta di una collega mi sono cimentata in questi giorni con gli Egiziani ed i Romani ecco cosa ne è uscito fuori "Le perle del Mediterraneo:gli Egiziani e i Romani" Le perle del Mediterraneo: gli Egiziani e i Romani ( I canti sono tratti da Mela Music testo "I Faraonici Romani") La scenografia sarà virtuale, con la proiezione di immagini sul fondo tramite videoproiettore I Immagine: Cartina del Mediterraneo Presentatore Studiare la storia non è affatto un compito noioso, o almeno non lo è per noi, che abbiamo conosciuto quest’anno le civiltà antiche divertendoci. Le nostre care maestre hanno pensato bene di farci appassionare con gioco e divertimento, la storia l’abbiamo recitata e anche cantata…sì sì cantata c’è il nostro coro che racconterà in musica cose molto interessanti. Quali civiltà abbiamo scelto per il nostro gioco? Indovinate un po’? Silenzio in sala Va beh , ora ve lo dico sono troppo ansioso di dare inizio allo spettacolo: la Civiltà Egiziana e la Civiltà Romana! Perché? No, voi veramente vi state chiedendo il perché? Ma perché sono state le più grandi: grandi nelle conoscenze, grandi nella civiltà, grandi nelle conquiste…insomma GRANDI in tutto! Entra una bambina con un abito egiziano e comincia a parlare con tono deciso Il narratore la guarda e si mette in disparte Egiziana: Siamo nella Terra della fertilità, dove la campagna è ricca di abbondanti frutti, grazie alle meravigliose acque del fiume Nilo, che con le sue inondazioni lascia sul terreno una sostanza preziosissima il LIMO che rende il terreno florido e pronto a dare raccolti generosi Presentatore: E come vi avevo preannunciato ecco a voi il nostro coro Entra il coro e canta la canzone il Fiume Nilo Il narratore e la bimba egiziana davanti al coro cominciano a ballare e entrano anche altri ballerini Dopo la musica i bambini con ordine possono uscire oppure si può scegliere di far rimanere il coro sempre sulla scena Entra un bambino vestito da egiziano con un foglio di papiro in mano che tiene ben stretto Si ferma al centro del palco e comincia a srotolarlo con molta serietà. Bambino egiziano: Ed ora misuriamo un po’ il grado di conoscenza dei miei compagni , chi ha studiato sarà subito pronto a rispondere…chi non lo sa…. A ripasso sui ceci …scherzo! Ma che scherzo…scherzo io, perché siamo nel nostro tempo…ma se veramente fossimo vissuti nella civiltà egiziana allora sì che eran dolori, chi non studiava subiva bastonate sulla schiena e addirittura periodi di reclusione Il bambino si rivolge ai compagni che piano piano entrano, oppure al coro se si sceglie di farlo rimanere sulla scena Bambino egiziano: Siete pronti? Bambini: Sììììììì Sullo sfondo si può proiettare l’immagine della S finge Bambino egiziano: E’ un indovinello! Nella cartina c’è un monumento osservalo bene per più di un momento. E’ famoso nel mondo, è assai conosciuto, il suo nome davvero da molti è saputo. Da sempre di essere un gatto finge. Lo conosci si chiama….. Tutti i bambini in coro: LA SFINGE! Bambino egiziano: Hanno studiato veramente!!! Esce arrotolando di nuovo il papiro Entrano tre bambini Per la scenografia si può scegliere di proiettare sul muro un’immagine di reticolato per la battaglia navale oppure i tre bambini che entrano portano un grosso cartellone con il disegno del reticolato che appoggeranno al muro. Si può scegliere di far disegnare al momento oppure di incollare disegni già pronti Bambino 1: Ho pronto un altro gioco divertente per tutti voi Bambino 2: E’ come una battaglia navale Bambino 3 : Noi vi diciamo le coordinate e voi vi disegnate (o incollate) i disegni giusti I tre bambini: Siete pronti? Coro: Sììììììì Bambino 1: In F3 non puoi sbagliare una piramide devi innalzare Escono dal coro due bambini e vanno a disegnare e colorare la piramide o incollare Bambino 2 :In C3 vanno disegnati verdi prati ben coltivati Escono dal coro altri due bambini che eseguono il disegno o lo incollano Bambino 3 : In C8 lungo il fiume Nilo crescono abbondanti papiri oscillanti Escono altri due bambini e vanno a disegnare il fiume e i papiri Bambino 2: In B2 si deve comporre un bel paesino con tutto ciò che occorre Escono altri due bambini e vanno a disegnare o incollare Bambino 3 :in E5 va disegnato il tempio di Iside da un bel bosco circondato Escono altri due bambini e vanno a disegnare o incollare Bambino 1 : Ora manca solo un bel palmeto, in D4 me la sistemerete! Escono altri due bambini e vanno a disegnare Bambino 2: In G1 in F5 e pure in B3 tanti cammelli farai apparire per me! I tre bambini in coro: Bene battaglia navale riuscita, la civiltà egizia …finora….tutti l’hanno capita I tre bambini escono e con un sottofondo musicale entrano 4 bambini con un lungo lenzuolo azzurro I 4 bambini: Sono il fiume Nilo che a tutti do asilo Per campagne e per città Porto la fertilità Nasco dal lago Vittoria Sono stato spettatore di onore e gloria Tutto l’Egitto fascio e nel Mediterraneo le mie acque rilascio Canto del fiume Nilo Entra dopo il canto un bambino vestito da Faraone che recita con molta enfasi la prima strofa del canto”Il faraone” Canto Entrano dei bambini vestiti da schiavi egiziani Dietro di loro entra un capo delle guardie che urla e finge di frustarli Capo delle guardie : Muovetevi, forza, rammolliti vi siete già riposati abbastanza! Cinque minuti di riposo bastano e avanzano Uno schiavo: Pietà, pietà di noi, non ce la facciamo più a portare quelle grosse pietre per costruire la Piramide! Un altro schiavo: Ma perché bisogna costruirle così alte? Capo delle guardie: Uno schiavo che parla!!!! Gli schiavi non parlano, lavorano, lavorano e quando sono stanchi muoiono perché non sanno lavorare, sono troppo pappemolli per lavorare!! Quel masso laggiù deve salire sull’ultimo piano della costruzione! Via via Il capo spinge nelle quinte gli schiavi Entra il Faraone Faraone: Sono da adorare e da lodare Sono da ubbidire nessuno mi devi contraddire Si rivolge al coro Faraone: Capito???? Il coro: Agli ordini Faraone tu sei il nostro Dio! Canto il Faraone Faraone: Io sono Cheope l’immortale La mia morte sarà virtuale Perché la mia vita continuerà Nella piramide che a Giza si costruirà La più alta delle piramidi sarà 147 metri misurerà E nella storia si ricorderà! Alla spesa non baderò tanti schiavi per me avrò con le frustate si lavorerà e sempre più in alto si andrà! Il coro canta Le piramidi Entra una faraona Faraona: Eh sì vi state meravigliando vero? Ora indovino cosa state pensando! Che ci fa una donna vestita da faraona. Ebbene sì, ammettete la vostra ignoranza! Miei cari, la donna in Egitto era rispettata e aveva anche pari opportunità, stiamo parlando di donne libere ovviamente, le schiave…e che ve lo dico a fare! Il mio nome è Hashepsut, ho governato l’antico Egitto tra il 1501 e il 1480, sapete prima di Cristo gli anni si contano alla rovescia, ehhh …ma quante cose vi devo dire! Avevo potere assoluto su tutti anche sugli uomini…e che bella soddisfazione! Entra un’altra faraona Faraona 2 : Io mi chiamo Nefertiti, moglie di Akhenaton, sono stata regina dal 1336 al 1324, ero anch’io molto amata e rispettata. Eh sì…gli egiziani avevano capito proprio tutto C’è voluto il progresso per ritornare indietro Entra un gruppo di bambine vestite con abiti moderni e con cartelloni in mano Cartelloni: W le donne –Le donne vanno rispettate- No alla violenza sulle donne- La donna non va picchiata-Via le donne svestite dalle pubblicità Le bambine recitano a ritmo di rep: La donna va amata e sempre rispettata Pari opportunità deve esser sempre data Il maschio prepotente in realtà non conta niente L’uso della violenza è sempre l’arma del perdente Le bambine escono lentamente dopo il rep Si può anche organizzare qualche passetto di rep Con un sottofondo musicale entrano 4 bambini con un lungo lenzuolo azzurro I 4 bambini: Il fiume Tevere io sono E in mezza Italia risuono Dal Monte Fumaiolo ho avuto i Natali Ho sempre visto avventure fatali Romolo e Remo alla lupa ho dato Così è nata Roma che ho sempre sognato I bambini escono dal lato opposto da cui sono entrati Entra Rea Silvia con abiti romani Rea Silvia: Tapina me , tapina me !!! Ho dovuto abbandonare i mie figli adorati, i miei gemellini meravigliosi ! Mio zio, quel disgraziato di zio Amulio. dopo aver messo in prigione mio padre Numitore, re di Albalonga, la città costruita da Enea o dal figlio, ora non ricordo bene, , ve lo ricordate quello che non trovava mai la strada di casa, ha fatto sparire i miei figli! Ah volesse il mio Marte, Dio della guerra, il padre dei miei figli, fare giustizia! Entrano Romolo e Remo Romolo: Cosa vi angoscia cara signora? Rea Silvia: I mie figli…i miei figli… Remo: La storia si ripete i figli sono sempre in disaccordo con i genitori è l’età, saranno adolescenti, immagino? Rea Silvia: Magari fosse questo il problema, i miei figli non li vedo da quando sono nati Romolo: Sono morti? Rea Silvia: Non lo so, uno zio cattivo voleva ucciderli ma uno schiavo li ha messi in una cesta e li li ha adagiati sul fiume Tevere Romolo e Remo guardano in faccia la mamma Romolo e Remo: Mamma!!!!! Si abbracciano tutti e tre Romolo: Mamma ora non sarai più sola! Remo: Vieni con noi e abiterai nella nostra città Tutti e tre escono abbracciati ed entra il narratore Narratore: E ora comincia l’avventura della nostra cara Roma. Entrano lentamente alcuni bambini che si sistemano a terra in un angolo del palco Narratore Romolo e Remo dopo essere stati raccolti dal pastore Faustolo sulle acque del Tevere hanno ricevuto l’amore della sua cara moglie Acca Larenzia. Ma ora voglio vedere se siete stati attenti proviamo a compilare la carta d’identità dei due gemelli Si proietta sul fondo l’immagine della carta d’identità Padre? I bambini: Dio Marte! Narratore:Bene, bene! Andiamo avanti…professione del padre? Bambini: Dio della guerra! Narratore: Madre? Bambini: Rea Silvia Narratore: Professione della madre? Bambini: uhhhhhhh Narratore: Ahhhh, vi ho colto impreparati,… Un bambino: Ma non l’hanno detto prima Narratore: Era un trabocchetto… sapete…. mi piace divertirmi ogni tanto Ve lo dico io: era una vestale. Lo zio cattivo il cui nome è?... Bambini: Amulio Narratore: Bene, risposta esatta, uccise tutti i fratelli di Rea Silvia e la costrinse a diventare vestale, una specie di suora nostra, va! Narratore: Parente più lontano? Bambini: Enea Narratore :Allora via con qualche domanda più difficile: Il nome del padre adottivo? Bambini: Faustolo Narratore: e della madre? Bambini: Acca Larenzia Narratore: Ok, oK, mi arrendo…. Preparatissimi! Il narratore esce e i bambini cantano “Romolo e Remo” Entrano Romolo e Remo Si proietta sullo sfondo un’immagine di Roma agli inizi Romolo: Caro Remo, sul Palatino ho tracciato il segno della nuova città, ti ricordi non c’era niente di tutto questo (guardano lo sfondo) Remo: Bello, veramente bello questo villaggio, ma ora dobbiamo decidere il nome Romolo: Io una mezza idea ce l’avrei Remo: Bene, dimmi , dimmi Romolo: Poiché sono stato io a decidere il posto in cui doveva essere fondato questo villaggio prenderà il mio nome: mi chiamo Romolo e allora …si chiamerà Roma (pronuncia lentamente il nome con un sorrisino) Remo: Ma manco per sogno, già ho ceduto a farti scegliere il luogo, ora il nome spetta a me! Mi chiamo Remo e la città si chiamerà Remuria Romolo: Remuriaaaaaaaa!!! Ah, questa si’ che è bella, Remuria, ma non vedi come suona male, pensa fra mille anni si dovrà dire qual è la capitale d’Italia …Remuria, ma mi sembra una cosa piccola, mal riuscita, Roma invece suona meglio, ti dà l’idea di una grande città Remo: Insisto Remuria perché deve derivare da Remo Romolo: Io pretendo che si chiami Roma perché io mi chiamo Romolo, io ho deciso il luogo e io decido il nome perché sono più bravo, più intelligente e più…. più…di te!!!! Ohhhhh Romolo e Remo cominciano a litigare ed escono lentamente dalla scena picchiandosi Entra il narratore: Narratore: Romolo e Remo litigarono per molti giorni, si sfidarono tante volte e alla fine vinse Romolo, così la città si chiamò ROMA!!!!!La leggenda dice che Romolo uccise Remo. La città nacque intorno ai sette colli Entrano 7 bambini con un cartellone in mano, ognuno porterà il nome di un colle di Roma. Canto “I sette colli” I 7 bambini escono e rimane sulla scena il coro Entrano i sette Re di Roma e si dispongono a semicerchio sul palco Si fa avanti un Re alla volta per recitare la sua parte Romolo: Io sono il primo Re tutto è iniziato con me Per una disgrazia morì Remo Ma nel cuore sempre uniti saremo Numa Pompilio: Numa Pompilio io sono, e la pazienza è il mio dono Tullio Ostilio: Tullio Ostilio fa a tutti guerra Anche Albalonga butterà a terra Anco Marzio: Con Anco Marzio, che sarei io Ostia non cadrà nell’oblio Un grande porto farò costruire E Roma si potrà ingrandire Lucio Tarquinio Prisco: Come Lucio Traquinio Prisco sono ricordato La Cloaca Massima ho realizzato Servio Tullio: Servio Tullio costrurà le mura Entrare in città sarà davvero dura Traquinio Il Superbo: Sono Tarquinio il Superbo chiamato Per il mio carattere sarà cacciato Canto“I Re di Roma” Entra Minerva Minerva: Cari signori, mi presento sono una dea, grazie alla mia intercessione Roma è diventata grande Entra Diana: Diana: Ma quando mai! Io sono la dea! Grazie a me Roma ha avuto gloria Entra Marte Marte: Ma chi??? Io sono il Dio della guerra io ha fatto realizzare Roma Entra Giove Giove: Fuori tutti! Io sono il gran capo Entra il narratore e gli Dei piano piano indietreggiano Narratore: Ebbene sì, nell’antica Roma c’erano tanti Dei, per ogni fenomeno, per ogni evento della vita nasceva un Dio! Canto “Gli dei”

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